La startup americana Shield AI — operante nel settore della difesa — vuole costruire in Polonia il primo jet da combattimento al mondo pilotato dall’intelligenza artificiale. Lo ha annunciato il primo ministro Donald Tusk il 16 giugno 2026, definendo l’iniziativa “un’opportunità per conquistare la superiorità aerea”. L’aereo in questione è l’X-BAT, un velivolo da combattimento senza pilota con decollo e atterraggio verticale che Tusk ha paragonato a “un equivalente senza pilota dell’F-35”. Se l’accordo si concretizzasse, la Polonia diventerebbe il polo europeo di sviluppo e produzione di uno dei sistemi d’arma più avanzati al mondo.
Per Varsavia, diventare la sede di produzione dell’X-BAT significherebbe non solo rafforzare le proprie capacità aeree, ma acquisire una tecnologia d’avanguardia in grado di operare senza GPS e in condizioni di guerra elettronica intensa: è esattamente il tipo di ambiente che caratterizza il conflitto in Ucraina, a poche centinaia di chilometri dai suoi confini orientali. La notizia giunge mentre la Polonia attraversa la più grande modernizzazione militare della sua storia, con un budget per la difesa che ha superato il 4% del PIL. A questo si aggiunge la proposta di Shield AI di realizzare un centro regionale di manutenzione per motori F-16 nel Paese, con l’obiettivo di farne un hub di servizi per la NATO in Europa.
Dalle sconfitte in Ucraina all’offerta a Varsavia
Fondata nel 2015 dai fratelli Ryan e Brandon Tseng — rispettivamente ex imprenditore tecnologico ed ex militare dei corpi speciali della Marina statunitense — Shield AI ha raggiunto una valutazione di 12,7 miliardi di dollari attraverso un finanziamento risalente a marzo 2026 co-guidato da JPMorgan, diventando così una delle più grandi scommesse nel settore della difesa tecnologica della Silicon Valley.
La Polonia si trovava già da prima nel mirino dell’azienda. In un’intervista dell’aprile 2026 con Defence24, l’attuale CEO Gary Steele aveva dichiarato che Varsavia è “al primo posto” tra i Paesi europei nella sua agenda, motivando la scelta con le crescenti preoccupazioni per la sicurezza del fianco orientale della NATO: la Polonia, ha sottolineato, ha ragioni concrete per preoccuparsi della propria sovranità in un’Europa segnata dalla guerra in Ucraina. L’obiettivo dichiarato non è vendere hardware, ma dotare il Paese di capacità autonome nel campo dell’intelligenza artificiale applicata alla difesa.
Dall’intervista emerge anche un’ammissione significativa: Shield AI ha riconosciuto di aver fallito nelle prime fasi della guerra in Ucraina. I V-BAT ceduti al Regno Unito, non ancora dotati del sistema di pilotaggio autonomo Hivemind, furono messi fuori combattimento dalla guerra elettronica russa. Solo dal 2024, dopo aver risolto il problema, l’azienda ha ripreso operazioni attive nel teatro di guerra ucraino, rivendicando la distruzione di circa mezzo miliardo di dollari di equipaggiamenti russi.
Come funziona il progetto che non ha bisogno di piste
Con lancio previsto entro il 2029, l’X-BAT è il prodotto di punta di prossima generazione di Shield AI. Si tratta di un velivolo da combattimento senza pilota progettato per operare come velivolo di supporto — affiancando i caccia con pilota — ma capace anche di operare in piena autonomia. A differenza dei concorrenti, è dotato di un motore GE F110, lo stesso degli F-16, che genera una spinta otto volte superiore rispetto agli altri droni da combattimento e consente il decollo e l’atterraggio verticale, eliminando la necessità di piste fisse, ormai considerate obiettivi primari nei conflitti moderni.
Le specifiche tecniche dichiarate sono ambiziose: autonomia superiore a 2.000 miglia nautiche, armamento aria-aria e aria-terra, sensori per il rilevamento e il tracciamento dei bersagli, capacità di attacco elettronico paragonabili all’F/A-18 Growler e un’autonomia energetica 2,5 volte superiore a quella dei concorrenti. Il prezzo unitario stimato è di circa 30 milioni di dollari. Il Pentagono ha già assegnato a Shield AI un contratto tramite la Defense Innovation Unit per lo sviluppo di quattro prototipi, e la società ha richiesto 500 milioni di dollari di finanziamento pubblico per portare il programma avanti entro il 2029.
Alla Polonia, oltre all’X-BAT, Shield AI offre il proprio sistema Hivemind — un “pilota artificiale” installabile su droni, caccia e veicoli navali — e una piattaforma di sviluppo software che consentirebbe alle aziende locali di costruire sistemi autonomi sfruttando l’infrastruttura già sviluppata dalla startup. Sempre nell’ambito dell’intervista concessa a Defence24, Steele ha proposto la creazione di una “fabbrica di intelligenza artificiale” sovrana in Polonia, che permetterebbe agli ingegneri locali di aggiornare autonomamente i sistemi senza dipendere dagli Stati Uniti.
Le parole di Tusk e di Shield AI
Il premier polacco ha reagito con entusiasmo, definendo l’X-BAT una tecnologia all’avanguardia capace di offrire “un’opportunità per raggiungere la superiorità aerea in caso di conflitto armato”. Shield AI, ha precisato Tusk, “intende lavorare con la Polonia sul programma X-BAT e produrlo qui”, stando a quanto riportato da TVP World.
Sul lato aziendale, Steele ha messo in evidenza la dimensione strategica dell’accordo: “Se la Polonia va in guerra, non vuoi dover chiedere a Shield AI di modificare un pilota artificiale per una nuova minaccia. Vuoi quella capacità in casa”, ha dichiarato a Defence24. Una posizione che riflette le grandi prospettive della società: presentarsi non solo come semplice fornitore di tecnologia, ma come garante dell’autonomia militare dei Paesi alleati.
Incidenti, silenzi e denunce interne
Dietro l’entusiasmo attorno all’offerta si addensano però una serie di ombre. Il 5 giugno 2026, Reuters ha pubblicato un’inchiesta che ricostruisce anni di problemi tecnici e di sicurezza legati al drone V-BAT — il prodotto attualmente in commercio che condivide con l’X-BAT gli stessi controlli di volo.
Basata su interviste con 21 ex dipendenti, dirigenti del settore e investitori, oltre che sulla revisione di un esposto interno e di una causa legale, l’inchiesta documenta come il V-BAT si sia schiantato più di 50 volte negli ultimi 18 mesi — su circa 200 esemplari gestiti come flotta interna, un tasso definito come relativamente alto da persone a conoscenza della situazione. Nel settembre 2025, durante un evento NATO in Portogallo dedicato ai sistemi militari senza pilota, un V-BAT è atterrato di emergenza su una pista. A febbraio, la società ha sospeso i voli per diverse settimane per indagare sulle cause di una serie di schianti particolarmente gravi, tra cui uno che aveva innescato un incendio in Texas bruciando oltre 40 acri di vegetazione.
L’episodio più rilevante risale al 12 maggio 2026: un’ufficiale della Marina rumena ha perso due dita e ne ha fratturata una terza dopo che la sua mano è rimasta intrappolata nell’elica di un V-BAT durante un’esercitazione su un’imbarcazione al largo delle coste del Texas. La donna ha subito due interventi chirurgici a New Orleans e, il 25 maggio, si trovava ancora ricoverata al Walter Reed National Military Medical Center nel Maryland, secondo quanto dichiarato da un portavoce del Ministero della Difesa Nazionale rumeno a Reuters. La Marina rumena — che aveva firmato un accordo da 30 milioni di dollari con Shield AI per i V-BAT — ha comunicato di stare indagando sull’accaduto, precisando che il contratto resta in vigore.
Al centro dell’inchiesta c’è anche Jacob Miller, ex responsabile di prodotto, che sostiene di essere stato licenziato dopo aver denunciato internamente gravi preoccupazioni sulla sicurezza aerea. Nell’esposto depositato a maggio presso l’Office of Administrative Law Judges del Dipartimento del Lavoro — e ottenuto da Reuters — Miller accusa l’azienda di aver falsificato o alterato i dati nei rapporti sugli incidenti per costruire una narrativa favorevole da presentare ai clienti militari, tra cui la Marina statunitense, la Grecia, il Giappone, la Norvegia, Taiwan e l’Ucraina. Shield AI ha risposto affermando di non poter commentare un contenzioso in corso, aggiungendo di ritenere “le accuse prive di merito” e di volersi “difendere con forza”.
Generalmente, la società ha sostenuto di avere un solido record in materia di sicurezza, definendo il V-BAT “uno degli aeromobili VTOL (Vertical Take-Off and Landing) operativamente più collaudati in servizio oggi”, con 18.000 ore di volo accumulate dal 2019. L’incidente del 12 maggio, secondo Shield AI, sarebbe stato causato da “una violazione delle procedure di sicurezza stabilite, non da un difetto del prodotto”.
Molto più di un semplice contratto
L’annuncio è avvenuto in un momento ben preciso. L’Europa sta attraversando la più rapida espansione della spesa per la difesa dalla Guerra Fredda — trainata dall’aggressione russa all’Ucraina e dal dibattito sull’autonomia strategica rispetto al blocco NATO a guida americana. La Polonia, con il suo budget per la difesa al 4% del PIL e un programma di modernizzazione da decine di miliardi, è il mercato più attraente del continente per le aziende del settore.
Per Shield AI un accordo con Varsavia avrebbe un valore che va oltre quello del semplice contratto: rafforzerebbe la sua credibilità come fornitore NATO in Europa, aprendo potenzialmente le porte ad altri paesi del fronte orientale dell’Alleanza. Non è un caso che l’azienda conti già tra i suoi clienti europei Regno Unito, Paesi Bassi, Belgio, Grecia, Romania e Bulgaria. Sul piano industriale, l’X-BAT compete con i programmi riguardanti i velivoli di supporto sviluppati da Kratos e Anduril per la conclusione di contratti con l’Aeronautica militare statunitense: una partnership polacca consoliderebbe pertanto la posizione di Shield AI in questo segmento strategico.
Resta però una domanda che i governi europei non potranno ignorare: è opportuno costruire una dipendenza strategica per una tecnologia su cui persistono interrogativi ampiamente dibattuti in materia di sicurezza e trasparenza? Il fatto che l’X-BAT utilizzi gli stessi controlli di volo del V-BAT rende la questione direttamente rilevante per qualunque valutazione del programma.
Al momento la proposta è ancora in fase di valutazione: non esistono accordi firmati né impegni finanziari pubblici da parte di Varsavia. Nei prossimi mesi sarà cruciale capire se l’annuncio di Tusk si tradurrà in negoziati formali, mentre nel frattempo si attende l’esito dell’indagine della Marina rumena sull’incidente del 12 maggio e l’eventuale sviluppo del procedimento legale avviato da Miller negli Stati Uniti. Sul piano industriale, Shield AI dovrà dimostrare di saper rispettare le tempistiche dichiarate per l’X-BAT — operativo entro il 2029 — mentre affronta le sfide tecniche e reputazionali legate al V-BAT.
[Marco Boi]

